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sesso_debole
Janis (Janis Lyn Joplin) non usava mai l'espressione "sesso debole" - la odiava. Anzi, per lei il problema era proprio quello: che le donne si accontentassero di esserlo.
Le due interviste più famose dove ne parla sono queste:
*1. L'ultima intervista, Village Voice, 30 settembre 1970 - 4 giorni prima di morire*
L'intervistatore le dice: "Un sacco di donne dicono che il rock è un'operazione maschilista, e io dico 'e Janis Joplin? Ce l'ha fatta' e loro dicono 'ah, lei'. Dà fastidio a molta gente del Women's Lib che tu sia così esplicita sessualmente."
E lei risponde incazzata:
> "Beh, è un loro problema, non mio. Io sto rappresentando tutto quello che dicono di volere. Sei ciò per cui ti accontenti. Se si accontentano di fare la lavastoviglie di qualcuno, è un loro fottuto problema. Se non ti accontenti e continui a lottare, finirai per essere quello che vuoi essere. Come possono attaccarmi? Io sto solo facendo quello che voglio e quello che mi sembra giusto e non mi accontento di stronzate."
È la sua frase manifesto: *"You are what you settle for"* - sei solo quanto ti accontenti di essere.
*2. The Dick Cavett Show, 1969*
Cavett le fa una parabola: c'è un mulo stupido con una carota appesa davanti al naso che corre tutto il giorno.
Cavett: Chi è l'uomo in questa parabola, il mulo o chi tiene la carota?
Janis: "No, la donna è il mulo. Che insegue qualcosa che qualcuno le tiene davanti. Insegue costantemente il suo uomo... che la elude sempre. Loro tengono sempre qualcosa in più di quello che sono disposti a dare."
Per lei il rapporto maschio/femmina era questo squilibrio: le donne inseguono un amore/promessa che gli uomini non mantengono mai del tutto.
E lo cantava già nel '67 in *"Women Is Losers"*:
> _Women is losers, oh, say honey women is losers / Well, I know you must have heard it all, and everywhere / Men always seem to end up on top._
*Cosa pensava del "sesso debole"?*
Proprio l'opposto. In un'altra intervista a Londra nel '68 disse:
> "Sì, suppongo che potresti definirmi promiscua in un certo senso. Ma non è davvero così superficiale. Semplicemente non ho una sola persona. È triste. Ma non potrei stare a casa a cuocere il pane e fare bambini. So che è un bel viaggio, ma non potrei farlo."
E quando le contestavano di non assumere donne nella sua band, rispose: "Mostrami una brava batterista e la assumo" e poi "Perché dovrei volere una tipa in tour con me [...] mi piace stare in mezzo agli uomini". Era il suo modo di sopravvivere in un ambiente completamente maschile - lei stessa diceva di voler essere "one of the guys".
In breve: per Janis non esisteva il sesso debole, esisteva solo la donna che si accontenta di esserlo.
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_ sesso debole è un singolo della cantautrice italiana Elisa, pubblicato il 13 giugno 2025 _ per il suo primo San Siro sold out.
Lei stessa ha spiegato in intervista cosa ne pensa dell'espressione, ed è l'opposto di quello che sembra:
> "Il testo ha dentro l'ironia del gioco di parole sesso debole, parola ormai retrograda che cito proprio per sottolineare quanto lo sia" 09d0
L'ha scritta in una sera, quasi per gioco, su un giro di accordi:
> "Una sera stavo giocando con un giro di accordi e con spontaneità sono uscite anche delle parole, tutto è nato molto velocemente, testo e musica. Dopo neanche un’ora avevo sotto gli occhi e nelle orecchie questa canzone nata in una sera in cui mi sono ricordata delle mie incursioni nel mondo punk rock da adolescente, quando suonavo il basso, e non cantavo se non per qualche coro, in una band punk" 09d0
Quindi cosa dice del rapporto maschio-femmina?
Non è una canzone di rivendicazione femminista classica. È una canzone d'amore ironica e punk, dove lei ribalta il cliché.
Nel testo canta:
_"Ho la pelle sul gilet / come pelle, anche se / sarei il sesso debole / commenta pure qua / è un Tagadà"_
Il senso è: tu mi vedi come "sesso debole", ma io sto qui, ti provoco, ti resisto, ti metto in discussione. Non è debolezza, è vertigine, è un Tagadà - su e giù, instabile ma vivo.
Poi il ritornello è tutto sul rapporto:
_"Ci ho messo un po' per fidarmi di te / che va bene però lo sai che a me sta tutto stretto [...] e chissà cosa pensavi di me / che volessi Malibu ma a me bastava un'houseboat"_
Per Elisa il rapporto maschio-femmina oggi non è più padrone/sottomessa, ma è due persone che hanno paura di fidarsi, che si giudicano per stereotipi (lui pensa lei voglia la vita da Malibu, lei vuole solo una casetta semplice sull'acqua), e che però si scelgono come rifugio.
È molto diverso da Janis Joplin: Janis urlava contro il sistema, Elisa lo prende in giro, lo definisce retrogrado e ci gioca sopra con leggerezza rock.
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_ lascio a voi la parola _ scrivete eee !!
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